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3bsound jazztet - nascita del gruppo

"Tutti quanti voglion fare il jazz" e "Non è mai troppo tardi". Sono compatibili queste due perle di saggezza?

Sembra proprio di sì! Questo è quello che aveva pensato Roberto, chitarrista in erba, quando, da appassionato ascoltatore ultra quarantenne di jazz,  ha avuto la pazza idea di provare a costituire una vera jazz-band. Il primo contatto è stato Luca, sassofonista a riposo, incontrato 20 anni prima e mai più rivisto; rintracciato con un po' di fatica, alla domanda  "ti va di rimetterti a suonare, in un gruppo jazz?", la risposta è stata: "l'idea di fare del jazz mi tenta troppo per non provarci". Da qui è partita la caccia per completare l'organico. Dopo qualche mese, con diversi cambiamenti, siamo arrivati alla formazione attuale nel  marzo 2007, mettendo insieme musicisti provenienti dall'alta Brianza e dal lago di Como. C'era Mauro, bassista blues stanco delle dodici battute  I-IV-V, Marco, batterista jazz che non suonava da un'infinità (ma proprio tanti...) di anni, Maurizio, tromba, l'unico del gruppo che suonava occasionalmente in altre formazioni jazz, e Vittorio,  polistrumentista che ha deciso di studiare tromba jazz.

Arriva il nome del gruppo, 3bsound, che è semplicemente legato al numero civico della casa a Cantù in cui proviamo,  studiamo, creiamo musica, e dimentichiamo di avere un'altra vita poco compatibile con le esigenze di musicisti jazz...

Si parte ovviamente dagli standards, Autumn Leaves, Desafinado e My Funny Valentine sono i primi pezzi che entrano in repertorio, seguiti da molti altri. L'appetito vien mangiando, e poco alla volta si inizia a pensare di fare qualche serata, tra le mille difficoltà causate dal poco tempo lasciato dall'altra vita. L'appuntamento con la prima volta, emozionante, arriva a giugno 2007, al Carimate In Festival.

 

3bsound jazztet - formazione

 

 Luca COMOTTI		sax tenore		
 Maurizio VACCALLUZZO	tromba e flicorno
 Vittorio LONGONI	tromba
 Roberto PELLIZZONI	chitarra
 Mauro CAPPI		basso
 Marco SECOMANDI	batteria
 
 
 

I più coraggiosi possono leggere le biografie dei membri del sestetto.

 
     Nomen omen

3bsound si scrive anche Trebisound, perchè ricorda la parola Trebisonda che, come citato in Wikipedia,:

In lingua italiana il nome, sostantivato, della citta' viene utilizzato nella frase "perdere la trebisonda" con utilizzo e significato analogo a quello di "perdere la bussola" (o "la tramontana"): essere disorientati o confusi e con il significato aggiuntivo di perdere il controllo, inquietarsi. Cio' deriva dal fatto che, anticamente, la città di Trebisonda costituiva un importantissimo punto di riferimento visivo per le navi che percorrevano quelle rotte: se mancato, spesso si verificavano tragici naufragi lungo le coste circostanti.

    Siamo cioè gente che ha perso la trebisonda... Ovvero, navighiamo faticosamente nel mare della musica (con consorti, figli etc. sempre pronti all'ammutinamento...) ma Trebisonda (o Trebisound...) è il nostro punto di riferimento. Mancato quello il naufragar ci è... triste in questo mar.

    

    Note a margine: autobiografie semiserie

  Luca

  3 anni – Si arrampica su un fustino del Dixan nel negozietto sotto casa in via Crispi a Como e si esibisce nel suo pezzo forte “Il ragazzo della via Gluck” (pronuncia di allora “il agacio dela Guanguc”)

  8 anni – Da autodidatta impara a suonare il flauto dolce ripetendo nelle tonalità opportune le canzoni sentite alla radio e soprattutto le canzoni di protesta cantate dalle sorelle.

  11 anni – Fa il suo ingresso nella Banda Civica di Como dove gli danno in mano un oboe rotto (unico strumento disponibile… – ndr). Ciò nonostante il ragazzino ne ricava suoni articolati e passionali. Qualcuno grida al miracolo (la mamma – ndr)

  14 anni – Si tenta l’iscrizione al corso di oboe del Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano: occorre però superare un esame preliminare temutissimo. In genere pochi riescono a superarlo. Il ragazzino affronta la prova con ardente coraggio e sprezzo del pericolo. Di fronte a Claudio Abbado, al direttore della Fenice di Venezia e del S. Carlo di Torino il ragazzino terribile non solo supera il test ma viene direttamente iscritto al primo anno saltando a piè pari l’anno di prova. (alla notizia la mamma sviene – ndr)

  17 anni – Crisi musicale. Abbandono del Conservatorio. Voglia di suonare in un altro modo. Basta con spartiti “annoda-dita” e solfeggi balordi. (alla notizia la mamma sviene – ndr)

  18 anni – Impara da autodidatta a suonare la chitarra. Conosce Aldo e insieme scrivono canzoni. (la mamma provata abbozza un debole sorriso). Il fratello più grande, che da anni sta tentando con scarso successo di strappare dal suo sax dei suoni decenti, mosso da compassione, incautamente offre il suo strumento al fratello piccolo. Dopo alcuni minuti di nitide scale e arpeggi cristallini il ragazzo esclama “Che figata! È molto più facile dell’oboe!”. Il fratello grande con un soffio di voce “Vabbè… tienilo tu… (la mamma sorride convinta, il fratello grande.. no – ndr)

  19 anni – primo concerto con i Salvebodo (noto gruppo rock della provincia di Como)

  20 anni – Obiezione di coscienza. Servizio civile. Sede: comune di Cassago Brianza. Il vigile è un chitarrista. Ingresso nei Quasar. Seguono diversi concerti per tutta la Brianza. Repertorio: liscio e rock. (la mamma si domanda dove sia il figlio tutte le notti. “A suonare!” le dicono. Sviene)

  22 anni – Ritorno nei Salvebodo. Vari concerti importanti. Non si suonano più evergreen ma pezzi di propria produzione con arrangiamenti di gruppo. Entra a far parte anche di un gruppo rock emergente (“Scappati di casa” – ndr) anche questo votato a rischiare pezzi propri.

  24 anni – Due apparizioni nella Big Band It di Como

  28 anni – Crisi dei Salvebodo. Gruppo sciolto ma il ragazzo con il bassista Mauro (componente attuale Trebisound jazztet) e il chitarrista Claudio formano un trio che arrangia e interpreta le canzoni di Luca.

  29 anni – Partecipazione per 2 anni al Festival della canzone di Como. In entrambe i casi vincono il premio della critica denominato “simpatia” creato apposta per loro dopo litigi furibondi nella giuria. Forse il primo caso in cui la musica divide. Viene naturale tentare la strada discografica ma sebbene ricevano un sacco di complimenti da addetti ai lavori (compreso un tale Paolo Conte di cui si conserva uno scritto autografo – ndr) le porte non sono quelle della Renault e quindi restano irrimediabilmente chiuse. Il trio si scioglie.

  35-42 anni – il grande buio. Troppe delusioni e problemi personali inducono l’uomo a reprimere i propri istinti musicali. Non solo smette di suonare anche da solo nella propria stanza ma si impone di non ascoltare più musica. Per uno come lui è un tentativo insostenibile da reggere ma altrimenti non sarebbe crisi. O no?

  43 - 45 anni – la telefonata di Roberto (chitarrista Trebisound jazztet) “Ti va di suonare in un gruppo jazz?” Risposta: “Il jazz mi ha sempre attirato ma non ho mai potuto suonarlo. Non potrei mai perdonarmi il fatto di non averci almeno provato”. Fine della crisi. La grande luce. Una nuova storia comincia. Oggi.

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  Maurizio

  Still missing

 

  Vittorio

  A 6-7 anni si guadagna saltuariamente il gelato 2 palline dalla "Lina del Binu" cantando "Fin che la barca va" per le strade di Bagnana alta.

  Qua finisce la carriera musicale professionale ed inizia quella amatoriale.

  Aderisce al corpo musicale di Lezzeno all'età di 9 anni convinto di poter suonare il pianoforte ma per questioni di praticità gli mettono in mano una tromba che suona fino all'età di 25 entrando anche a far parte della gloriosa Fanfara del "2 Bersaglieri Governolo".

  A 12 anni riesce finalmente ad avere un pianoforte e coltiva la passione per i tasti bianchi e neri suonando anche tastiere e fisarmonica in diversi gruppi spaziando dal dialettale milanese dei "Grass de rost" a formazioni rock e funky mantenendo sempre una certa simpatia per lo swing ed il blues. Forma il duo Gilopiki con la moglie Micheline con cui si esibisce a feste o matrimoni o pianobar. Il duo musicale viene sciolto nel giro di pochi anni per evitare il divorzio.

  All'età di 40 riprende sotto la guida del maestro lo studio della tromba e si unisce ai 3bsound ed è storia recente.

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  Roberto

  Attorno ai 12 anni, spinto dalla solita mamma, inizia a prendere qualche lezione di chitarra folk, evitando come la morte nera solfeggio e simili, e studiando il meno possibile. Il repertorio è mainly Battisti+Guccini, con più difficoltà Bennato, e i sogni proibiti si chiamano Santana e C,S,N&Y.

  Dopo aver comprato una elettrica very low cost, poi sostituita con una Telecaster di 15-esima mano, a 18 anni parte il primo gruppetto rock con amici e compagni liceali: la Barbablues Band, con cui suona in diverse situazioni nella zona.

  Sul più bello, insoddisfatto delle sue performance e soggiogato dalla incontenibile passione per il blues, dopo aver assistito a 25 concerti della Treves Blues Band in un anno, e ascoltato Muddy Waters allo sfinimento, fonda con il bassista Stefano Marzorati la Stormy Monday Blues Band, una formazione di blues elettrico in cui suona l’armonica. Buoni risultati e diverse esibizioni.

  Ma anche qui finisce, e dopo aver venduto la Telecaster per comprare, e tentare di studiare, un sax contralto, c’è il black out totale, durato più di 20 lunghi anni, in cui c’è la solita trafila poco sonora, università-unpodipolitica-lavoro-famiglia-figli… Nel frattempo però Charlie Parker, John Coltrane, e soprattutto Ornette Coleman, entrano nella sua vita, ad ance spiegate, e dal blues passa inevitabilmente all’ascolto del jazz, passione che si rivelerà totalizzante ed eterna!

  A 45 anni, dopo aver ricevuto inaspettatamente una chitarra acustica in regalo dalla moglie (regalo non capito allora ma azzeccato e lungimirante), ha la pazza idea di mettersi a studiare chitarra jazz. Nuova chitarra elettrica very low cost e ricerca di un maestro. Si rivolge al migliore sulla piazza: Maurizio Aliffi, che invece di ridere si cimenta nell’epica impresa di cavar sangue dalle rape, e gli insegna l’insegnabile (che è diverso dall’imparabile…). Nonostante gli sforzi del maestro, ancora, dopo qualche anno, non ha capito bene cosa significhi “sostituzione di tritono”...

  Pur potendo studiare solo dalle 11 di sera in poi qualcosa di bello comincia ad uscire, e dopo aver suonato con un gruppetto musica varia e un po’ di jazz primordiale, prende coraggio e arriva la seconda pazza idea: fondare un vero gruppo jazz, amatoriale ovviamente, cioè che ama il jazz.

  Ricerca a 360° di musicisti con affinità, telefonata a Luca, ed il resto è 3bsound jazztet!

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  Mauro

  Cresciuto in una famiglia di musicisti non si può dire quando abbia cominciato a suonare, di sicuro si sa che si esibisce per la prima volta dal vivo all'età di 14 anni suonando in maniera improbabile una chitarra altrettanto improbabile in un gruppo formato da coetanei. Chitarrista completamente autodidatta e veramente molto scarso, come spesso succede in questi casi per continuare a coltivare la passione musicale viene dirottato dagli eventi e dalla necessità sul basso elettrico.

  Il primo basso era come la prima chitarra, improbabile ma lui non si scoraggia e nonostante il poco talento dimostrato anche come bassista, continua in maniera cocciuta l'avventura che lo porterà nel corso degli anni a suonare quasi tutti i generi musicali in svariati gruppi.

  Due anni fa, durante una pausa di riflessione, viene convinto a fatica da Luca, vecchio amico e compagno di musica, a non mollare l'osso e ad imbarcarsi nella costruzione della 3bsound jazztet. Incontra così degli amici e compagni fantastici con cui continuare il viaggio nell'universo musicale. La rotta è quella del jazz

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  Marco

 Tutto inizia nel 1950. (Appunto, quasi 60 anni sono una cosa lunga da raccontare, quindi se avete pazienza, cominciate a leggere. Se invece volete smettere, non mi offendo..!!!).

 Mia mamma non si spiega come mai le pentole e i coperchi sono tutti ammaccati…..é l’alba di ciò che avrebbe segnato una parte della mia vita. Decido di farmi un vero strumento e uso le racchette rotonde con pelle d’asino del gioco del tamburello, fissate su due mastelli in legno da mostarda e sostenuti su un telaio fatto col “Meccano”. La mia prima Ludwig..!

 Un giorno un mio compagno di scuola mi dice….”vieni da me che ho comprato una batteria e vado a lezione…”.  Corro e comincio a suonare (picchiare,,!) sui primi veri tamburi.  Però mi dice anche…”guarda che noi due non potremo mai suonare assieme perché due batteristi in orchestra, non ci possono essere..”.  Allora decido di imparare il contrabbasso. Ne affitto uno a 1500 lire al mese e vado a lezione.

 Poi arriva la pagella di scuola….!!  Mio papà mi chiama da parte e mi dice..” senti, facciamo un discorso serio…se ti metti a studiare, ti darò una mano a comprarti una batteria però sarebbe meglio che tornando a casa questa sera, non veda  più il contrabbasso, altrimenti te lo romperò in testa..!  Fine di una splendida carriera da contrabbassista..

 A 16 anni, migliorati i voti scolastici, mi compro una batteria dal suono improbabile e comincio a suonare nelle feste studentesche con qualche spettacolo in teatro.  E poi, via così per 4 anni. Tanti complessi, tanti locali e tanto divertimento.

 Mi diplomo e progetto di diventare architetto, ma poi la svolta…..(la prima..)

 Dopo quasi un anno di notti passate a suonare in night club dalle 21:00 alla 06:00 a Milano (Astoria, Taverna Messicana) e a Genova ( Moulin Rouge, Ippocampo, Lucciola, Covo di Nord Est, Taverna Azzurra) mi dicono:…”c’è un posto libero nell’orchestra di bordo su una nave da crociera che fa rotta da New York a Nassau nelle Bahamas e anche nelle West Indies (Portorico, San Thomas , Curaçao, Jamaica) …..Che fai…ci vai o no..?  (L’orchestra di bordo così chiamata, è quella che fa tutto, dal ballo, al concerto classico, allo spettacolo nelle serate di gala.)  Secondo voi cosa poteva fare uno di 21 anni: prendere o lasciare…?? Certo, prendere e di corsa…!

 E così passo 6 anni in giro per il mondo ( nel frattempo, anche 6 mesi fra Atene ed Istambul) ma soprattutto a New York dove appena posso, corro ad ascoltare jazz specialmente al Birdland di Broadway ed al Blu Note, dove conosco un sacco di eccezionali musicisti.  Decido di andare a lezione da uno bravo Joe Morello ( Take Five..!) che mi costa 20 dollari a lezione (12.000 di allora.) ma che mi insegna anche tante cose buone e con lui mi compro la mia prima e ultima vera Ludwig.

 Poi, un’altra svolta……..(la seconda..)

 Conosco un direttore vendite dell’IBM che mi dice: ..”voi continuare a suonare la batteria per il resto della tua vita, o vuoi fare un mestiere più serio…?..”  (Che pirla, come se suonare la batteria non fosse un mestiere serio….al sole, le spiagge bianchissime, tanti soldi, ecc…!)  Scrive all’IBM di Milano e mi presenta.  Torno in Italia e vado a vedere cosa mi propongono. Preso….!  Dopo una settimana inizio il corso base venditori.  Bene, ed è la fine di una carriera da batterista.  Altra vita, altre suonate ma non musicali  e bacchette ferme per 32 anni…!

 Poi la pensione, il tempo libero e tanta curiosità per vedere come me la sarei cavata ancora con la batteria.  Ne compro una dal suono improbabile (un’altra…!) e ricomincio.  Prima la disperazione, poi piano piano, il coraggio aumenta anche perché accompagnando dei dischi non sbagli  e non c’è nessuno che ti critica.

 Un’altra svolta…(la quarta..)

 Un anno fa  per combinazione, incontro il 3BSound Jazztet,  un gruppo di bravi musicisti, amici pazienti, comprensivi, disponibili e che sopportano, (ma non so ancora per quanto tempo..!) un nonno nel gruppo.

 Fine della storia passata e delle svolte perché a furia di svoltare uno si ritrova dove era partito….  appunto: a suonare la batteria.!

 Il resto lo racconterà il mio biografo..!  Se siete arrivati fino a questo punto….grazie e complimenti.!!.

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